I CIOTTOLI TRADIZIONALI

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I ciottoli non sono solo un ingrediente del lavoro, ma ne sono i creatori assoluti: sono loro che suggeriscono e determinano le caratteristiche e la riuscita di un rissêu, con i loro colori, le sfumature, con le forme e dimensioni, l’opacità o la lucidità, con gli incastri che creano e gli andamenti che suggeriscono.

Anche i disegni devono fare i conti con la tipologia delle pietre utilizzate, perchè disegni raffinati richiedono non solo pietre più piccole, ma anche varietà di forme in modo da poter ottenere punte, angoli, linee: se il materiale a disposizione è molto arrotondato, ad esempio, bisognerà orientarsi verso segni più massicci e giocare con accostamenti di aree contrastanti, piuttosto che cercare goffamente di “disegnare”.

Le pietre utilizzate nella tradizione ligure sono ovviamente quelle facilmente reperibili nelle spiagge e nei fiumi vicini: è facile constatare come i colori presenti nei disegni di acciottolati in zone liguri tra loro lontane sono determinati dai minerali presenti nei detriti portati al mare in quelle zone.  I ciottoli di fiume sono ovviamente più giovani, e quindi sempre relativamente più spigolosi dei loro corrispondenti di spiaggia, i quali vengono rotolati dalla risacca per decine e decine di anni.

Secondo un amico geologo si può ipotizzare che da quando un blocco di pietra si stacca dal monte e finisce nel fiume a quando vediamo il ciottolo arrotondato sulla spiaggia trascorrono almeno 400 anni.

E’ importante dire subito che per legge tutti questi ciottoli naturali NON SONO PIU’ UTILIZZABILI, e approfondiremo più avanti i problemi che ciò comporta e le soluzioni che si possono trovare.

esempiobianchi

I CIOTTOLI BIANCHI

Sono presenti in tutti gli acciottolati, sono per lo più quarziti (più dure) e calciti (più tenere) di spiaggia, hanno forme vagamente quadrangolari, e spesso inclusioni di vari minerali che possono creare toni, striature e picchiettature più o meno evidenti. Anche per questo motivo, e per il fatto che le tonalità del bianco già in partenza sono moltissime (col tempo alcuni ciottoli tendono ad ingiallire, altri ad “arrugginire”) a seconda dei minerali presenti, una campitura bianca di ciottoli naturali sarà sempre cromaticamente ricca ed interessante.  Non sono particolarmente adatti per creare andamenti regolari, e per questo motivo si utilizzano sempre in frequente alternanza ad altri colori (prevalentemente nero o grigio), vedi  santuario della Madonnetta.

 
 
 
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I CIOTTOLI NERI

Si tratta di rocce della famiglia delle ofioliti , in particolare serpentiniti, rocce effusive particolarmente dure a grande contenuto in ferro, con tonalità che vanno dal nero quasi assoluto ( soprattutto nella zona di genova) al nero-verde presente in spiaggia in tutto il levante ligure.  Il nome ofiolite rimanda ai colori e all’effetto di viscidità che ricordano i serpenti;  per la loro durezza uniforme l’azione del mare le rende particolarmente lisce.  La forma ideale è quella ellissoidale (reperibile più facilmente nel ponente genovese, che per secoli è stata la zona privilegiata). Sono state utilizzate in particolare nella tradizione genovese,ricca di risseu a fondo nero, e si prestano per realizzare disegni, tessiture e andamenti sia nella grafica che nelle campiture.
 
 

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I CIOTTOLI GRIGI

Sono ciottoli comuni, dalle forme e dalle tonalità più svariate, prevalentemente calcari marnosi (come la pietra di promontorio, con cui è stato realizzato il centro storico genovese), che rientrano comunque nell’area del grigio (grigio freddo, grigio beige, grigio cenere, grigio scuro, chiaro, spesso striato di venature bianche), che si trovano in abbondanze nelle spiagge e nei greti di fiume di tutta la liguria, ma sono state utilizzate soprattutto nel ponente. Sono il materiale di base per gli acciottolati cosiddetti “rustici”, cioè senza nessuna pretesa artistica, che pavimentavano (e ancora pavimentano)  la maggior parte delle crêuze sia sulle colline che nei centri storici.
 
 

  esempioverdi

I CIOTTOLI VERDI

Sono ancora ofioliti, con tonalità spiccatamente verdi, presenti in prevalenza nel ponente ligure (le “rocce turchine” che probabilmente hanno dato nome al monte  e al passo del Turchino), con caratteristiche simile ai ciottoli neri se provenienti dalle spiagge oppure più spigolose e squadrate se provenienti dai greti dei fiumi, dove si trovano in abbondanza. Vengono utilizzati per zone piuttosto limitate.
 
 

esempiodiaspro

 

I CIOTTOLI ROSSI

Si tratta di ciottoli di diaspro, un minerale durissimo che si può definire “quarzite con ferro”. Quelli rosso scuro violaceo sono presenti in abbondanza nel levante ligure, dove possono perfino costituire la campitura di base degli acciottolati ( vedi moneglia ); normalmente sono utilizzati solo per impreziosire alcuni particolari, e in questo caso si selezionano spesso quelli rosso vivo, molto più rari, forse più recenti in quanto spesso più spigolosi; per completezza occorre dire che il diaspro può essere anche grigio, verde o marrone, e si distingue dagli altri minerali per la finezza della grana e per la sua purezza, in quanto raramente ha inclusioni di altre sostanze.
 
 

Già da questo breve excursus si può ricavare la distribuzione dei colori utilizzati per gli acciottolati nel territorio ligure:

– zona Mentone/ estremo ponente:  prevalenza di bicromia grigio/bianco

– zona ponente:  bianco/grigio o bianco/nero con qualche particolare verde o rosso cupo

– zona genova:  prevalenza stilistica del bianco/nero, grigio per le realizzazioni più rustiche, particolari con verde e il rosso.

– zona levante:  frequenti tricromie bianco/nero/rosso

 

CHIUDO CON UNA RIFLESSIONE:

i ciottoli sono la dimostrazione “vivente”  che anche la cosa ritenuta più immutabile sulla terra – la roccia – è  assolutamente provvisoria…

 

 

tra montagna e polvere

il ciottolo

un forma effimera

che sta nella mano di un uomo

testi e immagini sono di Luca Riggio

si utilizzano solo con citazione della fonte:

http://www.laboratoriosanluca.it

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