i particolari che fanno la differenza

portare a modulo

stondare

posa a strisce

finitura a 45 gradi

corone

bordo curvo

Per un profano e per un principiante la difficoltà nella posa del mosaico consiste nell’accostare i fogli tra loro senza che si vedano: questa è certo una cosa importante, ma in realtà viene presto acquisita in automatico, e l’attenzione deve essere posta invece su altre cose, che sembrano trascurabili oppure proprio non si vedono, eppure son quelle che più di tutto fanno la differenza tra una posa approssimativa e il lavoro di un professionista: il prima e il dopo, cioè LA PREPARAZIONE  e i particolari di FINITURA.

 

LA PREPARAZIONE

Che il fondo su cui si va ad attaccare il mosaico debba essere perfettamente planare e, nel caso di mosaico vetroso -quindi più o meno trasparente- anche bianco, è abbastanza ovvio.

Meno ovvio è che bisogna curare molto bene gli spigoli, che devono essere precisi e dritti, e anche che -siccome non è bellissimo vedere tessere tagliate- bisogna portare il più possibile le superfici  “a modulo” , ovvero fare in modo che la parete, o il muretto, o la nicchia, o il bancone, ecc… cominci e finisca proprio dove comincia e finisce una fila di tessere.

moduli 2

Exif_JPEG_PICTURE

modulo 1

modulo 3

modulo 5

LA STONDATURA DEGLI SPIGOLI

      Questo accorgimento è indispensabile per i gradini delle piscine, che possono essere scontrati con i piedi, è sempre indicato anche per i muretti e le sedute -sia delle piscine che delle vasche o altro- per questioni di sicurezza e di comfort, ed è raccomandato in tutti i casi in cui la plasticità del mosaico può arredare in modo più interessante della razionale geometricità degli angoli – a questo proposito il massimo è rappresentato dal doppio stondo, cioè una doppia curvatura che crea volumi sempre organici e sensuali…

st 45

stondi 2

st str 45 2

st str 45

stondo 3

POSA A STRISCE

La posa a strisce segue e sottolinea le curvature della superficie, ed insieme alle stondature è la modalità migliore per esaltare la plasticità delle superfici e del mosaico; è ovviamente la posa delle sedute di panche curve e delle pedate di gradini curvi, ma è indispensabile anche per raccordare pareti curve e fondo di vasche o piscine; in pratica, a parte il mosaico artistico vero o proprio, è la modalità con cui si può rivestire qualunque volume architettonico, fino a diventare ornamento essa stessa, come si vede negli esempi più in basso:

strisce 6

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strisce 3

strisce 1

strisce 4

116_1633

Exif_JPEG_PICTURE

LA STRISCIA A 45 GRADI

          Questa finitura, oltre ad raccordare armonicamente le superfici orizzontali con quelle verticali – ed eventualmente anche due verticali ad angolo tra loro)  è anche un ottimo modo per nascondere il bordo delle tessere tagliate in tutti quei casi in cui portare a modulo un’area è impossibile oppure molto difficile:

45 1

45 2

45 3

45 4

CORONE INTORNO AGLI INSERTI

Quando gli accessori sporgenti dai muri delle piscine (bocchette varie, scarichi, luci, ecc…) o di qualunque altra situazione non hanno una corona o una placca di finitura, oppure c’è ma è troppo piccola per poter essere sicuri che nasconda tutti i tagli necessari, è il momento di “coronare” l’inserto:

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cornici 4

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cornici 2

FASE F 1 posa pareti 2

BORDO CURVO

       Se, per indicazioni estetiche, il rivestimento di mosaico finisce con una linea curva, è decisamente opportuno evitare il taglio a vivo, anche nei casi in cui fosse prevista una finitura di altro tipo (bordo di alluminio, di ottone o altro).   Se un taglio deve comunque rimanere a vista è meglio, perché risulti meno visibile, che sia all’interno della superficie del mosaico: si otterrà così anche il risultato di gestire più morbidamente e controllatamente la curvatura del bordo stesso:

Exif_JPEG_PICTURE

bordocurvo 1

               Ovviamente questi sono solo i principali tra gli accorgimenti che permettono di dare al mosaico tutto il valore che merita: altri si studiano al momento, situazione per situazione, e altri ancora…  restano segreti!

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