RESTAURO DI UN SAGRATO ANTICO: l’incredibile si avvera…

 

..e il paradiso è su questa terra!

 Mi spiego.  Da qualche tempo campeggia sul sito la fotografia uno splendido sagrato in ciottoli di tre colori.

Si tratta del sagrato della chiesa di S. Martino di Tours a Bargone, nell’entroterra di Sestri Levante.

Un anno fa, nell’ambito di un giro motociclistico per sagrati del Levante, mi sono imbattuto in un anziano signore.

Era in condizioni piuttosto critiche, non solo per l’erba che lo infestava

erba risseu

Exif_JPEG_PICTURE

non solo per il muschio che lo copriva

muschio mosaico di ciottoli

non solo per la terra e i detriti che lo sporcavano

la sabbia sul mosaico di ciottoli

ma soprattutto per alcune vaste ferite che minacciavano seriamente la sua esistenza

disgregazione acciottolato bargoneferite che bisognava curare con urgenza.

Ho rintracciato e contattato il parroco per rendermi disponibile ad intervenire in qualunque modo per fermare il degrado, offerta d’aiuto che già in altre situazioni simili era stata fermata dal disinteresse o dalla mancanza di disponibilità economica. Ma questa volta no.

bargone generale 2Sia il parroco don Stefano Traini che Monsignor Franco Isetti della Diocesi di Chiavari si sono subito dimostrati entusiasti della proposta. In breve tempo questa si è trasformata in un progetto compiuto e dettagliato di restauro conservativo che in Sovrintendenza ha trovato sostegno e partecipazione

(e grazie alle dott.sse Acordon, Comino e Parodi per la fiducia dimostrata).

Per scaramanzia ho messo la foto sul sito senza nessuna spiegazione, ma adesso che ci sono state tutte le approvazioni, che sono stati trovati i fondi e che siamo a più di metà del lavoro non ho più motivo di trattenermi.

Siamo perchè c’è anche Luciano (Bonzini), ovviamente…

chiesa san martino

La pavimentazione si estende per tutto il fronte della chiesa, ed ha un’estensione di 18,50 metri per 5,40, per un totale di 100 metri quadri.

La realizzazione risale al 1891, come si sa dalla scritta presente tra i pilastri fino al 1968 e da allora scomparsa per restauri non accuratissimi – ma sempre meglio di niente

sagrato bargoneIl piazzale, recintato, presenta una ricca e raffinata decorazione divisa in tre campiture, ciascuna con uno stemma di fantasia: si ha l’impressione che l’ideatore del disegno abbia voluto ingentilire la rigorosa grafica ottocentesca con tre emblemata di gusto settecentesco, per quanto un po’ irrigiditi…

I colori dei ciottoli, piuttosto minuti, sono quelli tipici del levante, e cioè bianco (quarziti e calciti), nero/verde (serpentiniti) e rosso (diaspro):

la grandissima fortuna di questo lavoro è che nel tempo sono stati conservati i ciottoli originali!

12 genn- C -selezione dei ciottoli

Il primo lavoro è stato quello di recuperare più ciottoli possibile: quelli accumulati nell’angolo, quelli dispersi sulla pavimentazione, alcuni sacchetti riposti in sacrestia e moltissimi -sorpresa!- sepolti in un’aiola vicina.

12 genn- A -disseppellimento ciottoli

Interessante guardare da vicino i ciottoli “bianchi”: praticamente qualunque colore tranne il bianco puro – ecco perchè i restauri o, peggio, le ricostruzioni col candido marmo di carrara gridano vendetta al cospetto divino!

20150604 i cosiddetti ciottoli bianchi

I ciottoli sono stati scrostati

mosaico ciottoli pulizia incrostazioni 3

lavati velocemente in betoniera con acqua e sabbia

20150604 lavaggio rapido in betoniera

e infine trattati con biocida

20150513trattamento biocida ciottoli liberi uno specifico prodotto chimico inattivo sui materiali lapidei ma micidiale per muschi, alghe, licheni e funghi.

Con lo stesso prodotto abbiamo irrorato tutta la superficie dell’acciottolato, e questo è stato il vero inizio dell’intervento di restauro e la prima fase della lunga e paziente opera di pulizia preliminare…

20150513 trattamento biocida

L’effetto del liquido sul muschio è impressionante: da così

muschio mosaico di ciottolia così in pochi minuti…

20150513 muschio dopo biocida

Alcuni giorni dopo abbiamo proceduto a irrorare di nuovo, questa volta con uno specifico diserbante

20150518 diserbante per mosaico di ciottoli

ed infine comincia la lunga e paziente opera di cui sopra: via le piantine ormai  secche!

20150525 sradicamento piantine 2

via la terra e la sabbia!

20150525 confronto pulito sporco

si comincia a vedere una certa differenza. Via il muschio!

20150608 pulizia muschio 1

ed ecco un prima e un dopo…

Exif_JPEG_PICTURE20150601 sett nord lacune dopo pulizia 3

 e insieme alla soddisfazione del risultato si intuisce già quali sono le note dolenti:

20150601 sett nord lacune dopo pulizia 7

qui sono già state svuotate e pulite le lacune: mentre il muschio copre il mosaico ma lo protegge, le radici delle piantine – non tutte poi tanto piccole – si insinuano in qualunque interstizio e creano un reticolo micidiale intorno a interi gruppi di ciottoli, per cui non resta che procedere allo smontaggio di ulteriori porzioni di pavimentazione, mentre altre aree che sembravano sane, una volta pulite si rivelano ahimé molti instabili…

Ecco il risultato:

mappatura mancanze prima della pulizia (settore nord)

lacune prima della pulizia jpg

mappatura mancanze dopo la pulizia (i.c.s)

lacune dopo la pulizia jpgil panorama può sembrare desolante ma non è così: da qui si parte con il restauro integrativo, che è il lavoro di maggior soddisfazione e di maggior responsabilità, quello che richiede sensibilità, ascolto, lasciatemi dire “empatia” con le persone che 124 anni fa hanno realizzato quest’opera.

Per questo ho detto

“il paradiso è su questa terra”:

contribuire con il proprio lavoro – faticoso, ostinato e silenzioso – a portare luce su quanto l’uomo ha saputo fare di bello e di altruistico nel passato, e divertirsi maneggiando elementi potenti e primordiali come la sabbia e le pietre … cosa si può chiedere di più?

Ecco una piccola lacuna a margine, nella zona esterna al disegno, a ciottoli misti.20150602 lacuna A2 riempim

A ben guardare si trova tra una zona originale (a destra) e un buon restauro quasi invisibile – se non fosse per i ciottoli di pezzatura più grande della media e interstizi lievemente più larghi- a sinistra.

Oltre a curare di riprodurre la stessa irregolarità di disposizione e la stessa miscela di colori che c’è intorno, dobbiamo qui cercare di scegliere pietre di misura diversa per i due lati

20150602 lacuna A2 restauro

Verso sinistra ho utilizzato pietre più grandi, verso destra più piccole, in modo da mimetizzare l’integrazione che, comunque, fino alla fine dei lavori di riconoscerà per la malta più chiara.

Quando tutto sarà finito una semplice spennellata con acqua sporca di terra compirà il miracolo di far sparire tutti gli interventi…

Quest’altra

20150601 lac A2 vuota

è una lacuna medio-piccola – circa 40 cm di lunghezza massima, a cavallo tra quattro fasce diverse:

20150602 lac A2 con malta

si segnano le tracce di divisione, e poi anche in questo caso si tiene l’occhio fisso sulla combinazione di orientamenti e dimensioni dei ciottoli contigui. Prima i bianchi

2015060lac A2 in lavorazione 2

poi i neri e poi il misto.

Una terza situazione, comprendente un disegno, presentata da prima della pulizia

lacuna mosaico di ciottoli

poi dopo la pulizia

20150601 lacune 11 e 13 dopo pulizia

si stende la malta e si traccia il segno del decoro

20150602 lac B1 in lav 3e reintegrando si osserva e si riproduce la modalità con cui l’artigiano antico ha segnato contorni e i riempimenti

20150602 lac B1 in lav 5

lac 11 e 13 riempite

infine – per ora, visto che il lavoro è ancora in corso e il tempo per documentare qui  è sempre molto risicato – vediamo l’integrazione più importante, definita “lacuna numero 1″…

lavorazione lac 1 jpg

sospendo per ora questo post, ci saranno ancora moltissime cose da fare e da raccontare.

Arrivederci qui!

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