“set” da giardino…

Exif_JPEG_PICTURE                Ecco il progetto dell’ultimo lavoro realizzato: 4 acciottolati, 3 disegni, per un totale di 26 metri quadrati, davanti ad una rustica villa settecentesca sulle alture genovesi.

A partire dalle idee del cliente abbiamo elaborato  disegni che potessero coniugare la rusticità del sito, la semplicità e facilità di esecuzione e una sobria eleganza richiesta dall’epoca della costruzione, attingendo a modelli grafici di quel periodo.

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Questo è il cantiere aperto della prima delle due piazzole: è già stato realizzato il disegno con i ciottoli neri, dopo averlo segnato a mano libera sull’impasto, ed è cominciato il riempimento del fondo.

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Questo è il risultato. L’ampiezza della superficie e della campitura ci fanno confrontare ancora una volta con il limite costituito dai ciottoli artificiali, anche se questi da molti anni sono  la soluzione più pratica ed economica: non soltanto  il materiale è estremamente uniforme,  privo di variazioni cromatiche, ma è anche molto difficile attuare andamenti di posa che possano rendere più interessanti le zone lontane dal disegno.

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Nella foto qui sopra, oltre a far notare la modalità di posa per realizzare e “mascherare” un chiusino mobile, si può vedere come abbiamo cercato di fare il possibile per dare fluidità e armonia alle curve di posa del bianco evocate dalle spirali nere, ma  le pietre sono molto irregolari, di forme e dimensioni tutte diverse, e l’impresa è davvero ardua…

Laddove la proporzione fondo/disegno è più equilibrata l’acciottolato risulta complessivamente più interessante.

Ecco il tappeto davanti al cancello:

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Come si vede abbiamo dato risalto ai bordi tramite la selezione di pietre allungate utilizzate di costa.
In questo tappeto, date le ridotte dimensioni, abbiamo potuto operare una scelta molto accurata dei ciottoli neri (e anche in questo caso le pietre artificiali sono una vera sfida):

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Ecco infine il tappeto davanti al portone:

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Si possono ripetere le stesse osservazioni fatte sopra: nonostante tutta la cura e la precisione di posa, la scelta rigorosa delle pietre almeno nelle file adiacenti al disegno , il fondo bianco rimane piuttosto statico. D’altra parte  anche le quarziti/calciti di spiaggia della tradizione, pur essendo molto più varie e interessanti cromaticamente, non hanno forme tali da permettere giochi notevoli di andamenti, come si può vedere da questo scorcio di acciottolato a fondo bianco (Santuario della Madonnetta):

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Ma in effetti, a guardare bene l’equilibrio grafico di questo come di altri rissêu a fondo bianco,  si nota che non vi sono mai grandi campiture bianche, e il dinamismo della posa dei neri – che invece tradizionalmente sono sempre di forma allungata – è sufficiente per rendere vivo l’insieme.

Da queste osservazioni si può enunciare una regola non scritta per un rissêu davvero riuscito:

si può avere una superficie ampia di fondo uniforme soltanto nel caso in cui questa possa essere sostenuta da una tessitura di andamenti (e quindi di ciottoli adeguati)  in grado di renderla interessante.

Come ad esempio questa fascia laterale nel sagrato di Riva Ligure:

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Al contrario, senza considerare questa regola, si possono avere mostruosità (dal punto di vista del linguaggio del rissêu) quali questo enorme piazzale a Menton, che pure dal punto di vista tecnico è realizzato con notevole maestria:

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