STORIA DEL MOSAICO DI CIOTTOLI – PERIODO CLASSICO -seconda fase (370-300a.C.)

LA STORIA DEL MOSAICO DI CIOTTOLI – 3° PERIODO (riferimento: Dieter Salzmann)

Dopo aver ripercorso la nascita, in parte misteriosa, del mosaico di ciottoli nell’articolo sulle origini

e dopo averne visto l’improvviso sviluppo verso la fine del V sec. a.C nell’articolo sulla prima fase classica ,evocativa e piena di vigore,

arriviamo ora rapidamente al momento della raffinatezza.

Poi, nel II secolo a.C. i ciottoli cederanno inesorabilmente spazio alle tessere di marmo: più comode al passaggio, più varie nei colori e più libere e precise nella forma, ideali per un’arte che tenderà per lo più ad emulare la pittura  (con l’eccezione di alcuni  periodi -quali il primo secolo d.C.a Roma- in cui torneranno nelle tessere il bianco e nero, la grafica arcaica e i soggetti delle origini del mosaico di ciottoli).

mosaico del fregio di animali, Sicione 370 a.C.

22-sicione-fregioanimali 370

A Sicione, presso Corinto, in posti diversi sono stati trovati quattro tappeti musivi: questo è molto frammentario, ma è notevole perché fa capire il salto di raffinatezza che si diceva all’inizio: la cura dei particolari, i motivi floreali sempre più complessi e, per la prima volta, la presenza di semplici figure umane.

Ma il trionfo della complessità floreale – niente da invidiare al liberty più sfrenato – è

il mosaico delle volute – Sicione, 360 a.C.

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23c-volute e fiori

sul fondo nero si stagliano rami intrecciati e fiori d’ogni tipo, colorati in rosso e giallo

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e davanti a questo pavimento (mt 2,80 x 2,80) uno zerbino d’accesso d’eccezione

23e

di cui anni fa abbiamo già realizzato una copia in negativo (con Luciano Bonzini)

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essenziale e forte questo felino-grifo con corna caprine, che viene dalla Mesopotamia e arriverà… in piazza san Marco a Venezia:

http://books.google.it/books?id=7sW-afSLmNYC&pg=PA247&dq=mosaico+del+grifone+di+sicione&hl=it&sa=X&ei=TA9FUZOAO86M7AbXn4CoBw&ved=0CDoQ6AEwAA#v=onepage&q=mosaico%20del%20grifone%20di%20sicione&f=false

mosaico centauri e animali – Sicione, 350 a.C.

23f-sicione-centauri e animali-350

conservato in parte, ma quel che resta è perfetto.

Il secondo gruppo di cinque pavimenti, coevo e molto simile al precedente per grafica e precisione, è stato ritrovato di recente a Eretria, sull’isola Eubea

24d-eretria

24b-eretria

24a-eretria350

24c-eretria

quest’ultimo in particolare trasmette una scioltezza di segno molto moderna.

Ma quello che è considerato il culmine dell’arte del mosaico di ciottoli si tocca con i

mosaici di Pella, risalenti al regno di Alessandro (336-323 a.C.)

chiaramente ispirati alla pittura del tempo, con uno studio accuratissimo dei colori e delle sfumature -e si tratta in massima parte di ciottoli, con raro utilizzo di materiali vetrosi verdi e blu . Le dimensioni degli elementi sono minime, in modo da garantire il massimo del dettaglio

25a-pella-caccia al cervo-330

la caccia al cervo

famoso per la firma dell’autore (“lo ha fatto Gnosis”),

25b-pella-caccia al cervo

e per la precisione e la delicatezza dei particolari

25-pella caccia cervo

25-pella-caccia al leone

la caccia al leone

25-pella-dioniso

Dioniso sul leopardo

pella lamine

immagine tratta da padua@research

si notano le lamine di piombo utilizzate per aumentare la nitidezza dei contorni.

Ugualmente splendidi ma in condizioni meno buone si trovano anche il ratto di Elena, Centauro e Centauressa,  il grifone che azzanna un cervo:   mi sento però di far notare che queste raffigurazioni, per quanto indubbi capolavori d’arte, perdono nell’ambizione pittorica la matericità e l’essenzialità di segno che -a mio avviso- sono il tratto caratteristico e fondante del mosaico di ciottoli…

Vicino a Pella, a Vergina, è stato trovato questo pavimento, un po’ più recente (siamo intorno al 300 a.C.)

26a-vergina 310

L’ispirazione è la stessa del mosaico delle volute di Sicione, di 60 anni più antico, ma un colpo d’occhio basta a capire che qui la decorazione – per quanto raffinata – è già ridondante, e alla gioia della creazione si è aggiunta una sfumatura di compiacimento manieristico

26b-vergina

Il Salzmann stesso coglie questo passaggio e lo mostra chiaramente nelle decorazioni vascolari a volute dei periodi corrispondenti: si passa dalla semplicità un po’ rigida, alla padronanza sinuosa, alla raffinatezza equilibrata e di qui agli svolazzi e alla decoratività fine a sé stessa – è un ciclo che caratterizza spesso produzioni artistiche d’ogni tipo (mi viene in mente il breve percorso grafico di Aubrey Beardsley).

L’ultimo gruppo ancora pienamente classico è quello dei mosaici di Rodi, sempre

inizio III secolo

Bellerofonte combatte la Chimera

27a-rodi-bellerofonte e chimera-300

Ci sono particolari che denotano la piena padronanza del disegno:

la torsione del cavallo, il tre quarti della chimera, le falde svolazzanti del copricapo, la sovrapposizione delle ali e della lancia trasformano il fondo nero in uno spazio vuoto tridimensionale, circondato da un fregio equilibratissimo

27b-centauro300Centauro col coniglio

anche qui c’è torsione, un coniglio in movimento, e una cornice di gusto arcaico

27c-rodi-tritone 300

Il tritone, come i precedenti, occupa lo spazio tridimensionalmente, protagonisticamente, e il motivo della cornice è curiosamente ridondante rispetto a tanto vigore del soggetto centrale.

Nel prossimo post vedremo come nel II secolo le tessere cominciano a mischiarsi ai ciottoli, e faremo anche una panoramica sulle realizzazioni di mosaico di ciottoli al di fuori della Grecia.

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